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Autore Topic: Alanisfans.it CD-teca - CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - PARTE II  (Letto 4693 volte)
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Dany
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« il: Lunedì 21 Febbraio 2005, 17:27 »

Ecco lo spazio dedicato alle vostre recensioni, che sarà curato da me [che _culo , eh?] e dalla GirlA!  Grin

Inviate le vostre recensioni via e-mail [daniele.dmail@gmail.com o paola@alanisfans.it] o attraverso un IM a me oppure a Paola!

Potete, naturalmente, scrivere anche di un disco già recensito da qualcun altro!!!  Wink


Recensiti finora:
Anouk - Hotel New York
Subsonica - Terrestre
Alanis Morissette - Jagged Little Pill Acoustic
The Cardigans - Super Extra Gravity
Katie Melua - Piece by Piece
Dolores O'Riordan - Are You Listening?
Anouk - Who's Your Momma
« Ultima modifica: Domenica 30 Dicembre 2007, 18:08 da Squire of Dimness » Loggato



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« Risposta #1 il: Lunedì 21 Febbraio 2005, 20:39 »

ANOUK
Hotel New York


Genere: Rock
Etichetta: Emi
Pubblicato il: 6-12-2004

Recensione di: Utopirla

Tracklist:
1. Girl
2. Heaven Knows
3. More Than You Deserve
4. Falling Sun
5. Lost
6. Alright
7. Help
8. Our Own Love
9. Jerusalem
10. One Word
11. I Spy
12. Fading


Diciamocelo.
Quanti di voi conoscono "Nobody's Wife"? Tutti.
Quanti sanno che il disco che è fulcro del topic è il quarto di Anouk (sesto se ci mettiamo dentro anche le parentesi acustiche di "Lost Tracks" e "Update")? Pochissimi.
Questo perchè ormai la fama di Anouk è strettamente ed esclusivamente concentrata nella sua madrepatria, l'Olanda. Lì non è stata bollata, come è successo nel resto d'Europa, come "one hit" destinata a diventare meteora, lì (e anche nel vicino Belgio a dir la verità) Anouk ai concerti fa sempre sold-out, i suoi album arrivano sempre alla numero 1, i singoli idem, lo stesso nuovo disco Hotel New York è gia doppio platino.
Ed è per questo che vorrei spezzare una lancia a suo favore, perchè lei è tutto meno che una One hit wonder.

Hotel New York è uscito in Olanda alla fine di Dicembre mentre nel resto d'Europa... _sonno...diciamo che non si sa quando arriverà... (ma io lo ordinerò presto _chiappette)
Questo disco si apre con la fresca e scoppiettante "Girl",già in testa alle charts dei singoli in Olanda (e vista l'orecchiabilità ho quasi paura che Mtv Italia la faccia propria..._sonno), primo singolo estratto dall'album. Poi si passa a "Heaven Knows", dall'atmosfera raggae (sarà l'influenza del marito che suona nei Postmen?!) e soul per poi andare avanti e passare attraverso canzoni dove dimostra di aver migliorano notevolemente la sua voce ("Falling Sun"), ballate emozionanti come "Lost"(secondo singolo appena uscito in Olanda) e momenti di rock energico come in "Our Own Love","Jerusalem" e "I Spy", per poi concludere il cd con la bellissima e avvolgente "Fading".

Un disco davvero ben fatto, largamente piu soft rispetto ai precedenti ma un disco in cui si nota pienamente la maturità artistica di Anouk.


P.S. Se qualcuno volesse conoscerla meglio gli altri album sono questi:
- Together Alone (singoli: "Mood Indigo", "Nobody's Wife", "It's So Hard", "Sacrifice")
- Urban Solitude (singoli: "R U Kiddin' Me", "The Dark", "Michel", "Don't")
- Graduated Fool (singoli: "Everything", "I Live For You", "Hail", "Margarita Chum")
+ "Only You" e "Between These Walls" (feat. JXL).

 Cheesy
« Ultima modifica: Lunedì 21 Febbraio 2005, 20:47 da Hopingo bam bam » Loggato



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« Risposta #2 il: Giovedì 05 Maggio 2005, 22:48 »

SUBSONICA
Terrestre


Genere: Elettronico, esistenzialista post-rock
Etichetta: Emi
Pubblicato il: 22-4-2005

Recensione di: Lunabee

Tracklist:
1. Corpo A Corpo
2. Ratto
3. Vita D'Altri
4. Abitudine
5. Gasoline
6. Incantevole
7. L'Odore
8. Alba A Quattro Corsie
9. Salto Nel Vuoto
10. Giorni A Perdere
11. Amantide
12. Terrestre
13. Le serpi
14. Dormi


Ebbene sì. Dopo due anni da Controllo Del Livello Di Rombo i Subbi sono tornati, e non se la passano affatto male, anzi.
Terrestre è sicuramente un album innovativo, sia rispetto al generale stile della musica italiana (ma questo è ciò che caratterizza i Subsonica da quando suonavano nei centri sociali "Cose Che Non Ho") si rispetto al loro stile solito. Infatti, in questo cd si colgono numerose differenze rispetto al passato, prima fra tutte l'utilizzo di molti più strumenti "tradizionali". Lo si capisce, ad esempio, ascoltando "Incantevole" (se mi si dedicasse una canzone del genere penso che non riuscirei a rispondere delle mie azioni!!!) oppure la stessa "Terrestre", tutta strumentale.
Sicuramente il cd parte bene con la rabbiosa "Corpo A Corpo" ( _sbav_1) nella quale el Samuelito urla come si deve! Poi si continua con "Ratto", gradevolmente dedicabile agli allegri arrivisti che ci si parano davanti ogni giorno.
Ovviamente c'è "Abitudine" corredata da un solito video alla Subsonica, cioè un video senza senso (ma l'importante è che si vedano Samuel e il Boosta mentre si agitano!!!) e "Gasoline" la prima canzone in inglese del gruppo di Torino, dove si sperimenta il "dialogo" tra batteria tradizionale e batteria ellettronica con un assolo del Ninja.
Molto psichedelica è "Alba A Quattro Corsie", sembra quasi di vederla...e poi, dulcis in fundo, "Dormi"...ma quanto è dolce?! Viene da esclamare "ma picci!" già dal primo ascolto (ma quanto sono idiota?). A detta del gruppo è effettivamente una ninna nanna e posso dire che funziona e fa fare anche degli splendidi sogni!
Insomma, da fan dei fab five posso ritenermi sodisfatta di questo nuovo lavoro (seguito a ruota da una tournè che si concluderà il 24 maggio nientepopodimeno che a Torino) e non posso che consigliarvi di acquistare il cd e magari di sentirli in concerto (anche perché il biglietto costa pochissimo: 13 €) perché dal vivo spaccano veramente (vi verrà naturale jumpare allegramente adosso alle altre persone)!!!


P.S. Se vi volete acculturare un po' sulla loro musica, vi consiglierei di ascoltare:
- "Preso Blu" (da Subsonica - 1997)
- tutto Microchip Emozionale (con le mitiche "Aurora sogna"  "Il cielo su Torino" "Tutti i miei sbagli" e "Colpo di pistola")
- "Dentro I Miei Vuoti" (da Amorematico - 2002, con una bellissima versione della voce del Samuel)
+ i due cds di Controllo Del Livello Di Rombo, per capire un po' il loro modo di fare live

Peace,

Lunabee
« Ultima modifica: Giovedì 05 Maggio 2005, 22:50 da Hopingo I » Loggato



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« Risposta #3 il: Lunedì 18 Luglio 2005, 22:56 »

ALANIS MORISSETTE
Jagged Little Pill Acoustic


Genere: PopRock
Etichetta: Warner Brothers
Pubblicato il: 22-07-2005

Recensione di: Utopirla

Tracklist:
1. ALL I REALLY WANT
2. YOU OUGHTA KNOW
3. PERFECT
4. HAND IN MY POCKET
5. RIGHT THROUGH YOU
6. FORGIVEN
7. YOU LEARN
8. HEAD OVER FEET
9. MARY JANE
10. IRONIC
11. NOT THE DOCTOR
12. WAKE UP
13. YOUR HOUSE (HIDDEN TRACK)

Era davvero necessario una versione acustica di questo cd? Era davvero necessario mettere addirittura su cd il fatto che la rabbia di Alanis di quel cd è morta e sepolta? Non bastava già l'unplugged a rivisitare in chiave lenta la maggior parte delle tracce di Jagged Lilttle Pill? Non bastava lei che ci propina in ogni concerto più della metà di Pill e scarta a priori più della metà delle canzoni di un cd profondo e poetico come "Supposed Former Infatuatuion Junkie"? Ne sentivamo davvero il bisogno? ...(e Alanis?quanto ne sentiva bisogno REALMENTE?)
Io personalmente no...
Un cd cosi bello e cosi importante, un cd che è una pietra miliare della musica,un cd che ha venduto 30 milione di copie, uno dei migliori cd usciti negli ultimi 10 anni...ma un cd cosi,doveva rimanere intatto! non essere più toccato!
e invece no...oltre ad aver pubblicato l'album più mediocre che potesse produrre (ovviamente so called-chaos),preceduto da un album discreto ma che suonava tanto di "computer" e con canzoni discutibili (sto parlando di under rug swept e una canzone a caso,”So Un sexy”), Alanis ha voluto rimettere le mani sull'unica cosa su cui non doveva mettere le mani: l'album della consacrazione!
Certe cose sono belle e perfette,e devono rimanere tali a mio parere...e rifare in chiave acustica canzoni come “You oughta Know”,”Perfect” e “Hand in my pocket”,non è stato un passo in avanti...tutt'altro...
Metto su il cd…attacca "all i really want"...finisce la canzone e penso: carina...ma e allora?bah.
Passo a "you oughta know"...uhm...sarà anche decente ma xchè rovinare una canzone cosi forte come sonorità e testo? Suona strana fatta così,e un po’ falsa (musicalmente...si può dire? il senso è quello!). Poi c'è sempre questa voce di Alanis che è molto cambiata...lei dice che ora può raggiungere note più alte...ma sono tutte palle,le note le prende quasi tutte di gola e lo si sente,soprattutto ai concerti…E’anche vero che la voce cambia nel tempo, ma impegnarsi un po’ di più non fa mai male.
Arrivo a "Perfect"...ah beh che il pianoforte! innovazioni a go-go!...giro su "Hand in My pocket"...una semi-lagna,pensare che era così bella in Pill normale...arrivo a "Right Through You" e lì proprio è da distruzione: il ritornello è cambiato tantissimo vocalmente, Alanis sembra un lupo che ulula o una persona con il mal di pancia...parecchio irritante!
Per non parlare di "Forgiven" a cui tocca la stessa sorte...il "We all..."(had a reason to be there) del ritornello suona finto in una maniera pazzesca(fateci caso sul serio)...e poi ha deciso di non fare l'acuto finale del ponte...beh giustamente,tanto dal vivo non l'ha mai fatto,e mai lo farà...io l'ho dovuto sentire fatto dalla cantante di una cover band...mah…
"You learn"...carina ma quanto è realmente diversa dall'originale?..."Head over feet" idem se non fosse per il pianoforte...
"Mary Jane" peggio che andar di notte..."Not the doctor"è fatta come la cantava negli ultimi live...cioè non particolarmente bella…
"Wake up",una delle mie preferite di Pill,non cambia un granchè (Dio grazie!)...
"Your House" invece è l'unica a cui non si può dire nulla...se in Pill normale era senza musica qua ce l'ha e suona forse meglio...anche se la voce non è quella graffiante e acuta di Pill...

Troppo cattivo? No…è solo la mia opinione…molti altri lo trovano un bel cd, qualcuno addirittura lo considera il disco dell’anno (pfff...ahahahahah)…un ragazzo, leggendo per internet, ha addirittura detto che questo cd contiene ancora più energia di Pill non acustico!
Cazzate, ehm, opinioni e riflessioni a parte, questo cd è sì carinetto per carità ma abbastanza inutile! E’il classico cd che si mette in sottofondo mentre si studia per colmare l’insopportabile silenzio della stanza, è il classico cd che ascolti in macchina mentre chiacchieri giusto per mettere su qualcosa e non ti accorgi nemmeno quando finisce (o quando è iniziato), il classico cd che ti rilassa e che forse ti aiuta anche per la dormitina pomeridiana…
Questa commemorazione dei 10 anni dall’uscita di Jagged Little Pill non suona sincera, questo cd acustico suona più che altro un po’ opportunista.
E come ho letto da qualche parte,mentre Alanis ha una mano in tasca,con l’altra conta i bigliettoni che c’ha spillato con questo semi-polpettone.

Beh ma a Novembre uscirà il greatest hits, rallegriamoci.
Con l’impegno con cui Alanis fa musica da un paio d’anni a questa parte penso che come inedito ci saranno le canzoni scartate da So-Called Chaos.
Come succede per le situazioni della vita di tutti i giorni, come succede nelle storie d’amore che traballano, anche per la musica di Alanis vale il fatto che un giorno non basteranno nemmeno più i ricordi a salvarla e a farle mantenere gli ultimi pochi fans che le stanno vicino…
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Dany
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« Risposta #4 il: Venerdì 18 Novembre 2005, 18:20 »

THE CARDIGANS
Super Extra Gravity


Genere: Pop-Rock
Etichetta: Stockholm Records
Pubblicato il: 17-10-2005

Recensione di: Hopingo

Tracklist:
1. Losing A Friend
2. Godspell
3. Drip Drop Teardrop
4. Overload
5. I Need Some Fine Wine And You, You Need To Be Nicer
6. Don't Blame Your Daughter (Diamonds)
7. Little Black Cloud
8. In The Round
9. Holy Love
10. Good Morning Joan
11. And Then You Kissed Me II


Long Gone Before Daylight del 2003 è stato per i Cardigans un punto di rottura notevole, che ha spiazzato tutti. La band dell'innocuo e a tratti melenso First Band On The Moon e del pop-rock di un album sofisticato come GranTurismo interruppe un silenzio lungo un lustro lanciando il singolo "For What It's Worth": eliminati Tore Johnnson, il produttore che fu artefice del loro successo, e i suoni plastici degli album precedenti, il singolo si rivelò non essere nient'altro che una semplice ma carina canzone "vecchia maniera", fatta di chitarra acustica, basso e batteria. La maggiore consapevolezza musicale non aiutò però i cinque in campo commerciale: la fetta di pubblico che aveva apprezzato gli ammiccamenti di "Lovefool" e la leggera elettronica di "My Favourite Game" li accantonò e le radio non s'interessarono granché ai cinque svedesi e al loro prodotto, bello, ma sicuramente troppo poco commerciale e a tratti ripetitivo.
Per tutti questi motivi e per l'importanza di quella tappa, è impossibile analizzare Super Extra Gravity distaccandosi completamente dal confronto con il predecessore.

Super Extra Gravity segna due momenti fondamentali: innanzitutto il ritorno di Johnnson alla produzione, che si fa sentire ed è un vero toccasana. Il disco vira verso un sound più deciso e meno languido, come dimostrano il primo singolo "I Need Some Fine Wine And You, You Need To Be Nicer" e anche "And Then You Kissed Me II", che rispetto all'"antenata" (contenuta in Long Gone Before Daylight) bazzica tra la chitarra acustica, le parole sussurrate e urlate di Nina Persson e alcune inedite, graffianti distorsioni sonore sullo sfondo: tutte venature rock che erano rintracciabili anche nel pop elettronico di GranTurismo. Musicalmente il cd scorre piacevole, la band dimostra competenza e mescola con maestria, negli stessi brani, momenti più lenti ad altri più movimentati ("Overload" e il suo grintoso ponte ne sono la prova). Sono quasi sorprendenti i testi di Nina, che (accantonando il minimalismo di "For what it's worth I love you, for what it's worth I really do") parlano, oggi come non mai, di drammi personali (quelli delle figure femminili della trascinante "Good Morning Joan", del ragazzino vittima degli abusi dei bulletti di quartiere di in "In The Round" e della moglie abbandonata del secondo singolo "Don't Blame Your Daughter"), di un amore molto più travagliato di quello di due anni fa (il rimando è al singolo, ma anche a "Drip Drop Teardrop" e "Overload"), ma anche della voglia e della necessità di lasciarsi tutto alle spalle ("Little Black Cloud").

La seconda cosa importante di quest'album è l'essere quasi sicuramente il migliore di tutta la carriera del quintetto nordico, che mixa e distribuisce ottimamente i vari momenti del cd con grande consapevolezza delle proprie capacità e facendo tesoro di tutte le esperienze passate. Tutto ciò fa ben sperare per il futuro.

Quello che manca a questo disco è, purtroppo, l'attenzione, e di conseguenza il traino, delle già citate radio e delle tv, che tanto regalarono quasi dieci anni fa a "Lovefool" e ai singoli successivi. Super Extra Gravity cadrà presto nel dimenticatoio, e questo potrebbe essere un male per chi non li conosce e per chi pensa che il talento dei cinque ragazzi non vada oltre la dolce ma sempliciotta canzone che fece da colonna sonora di "Romeo+Juliet".
Un vero peccato, insomma, ma un problema che nasce da fattori esterni e che comunque non intacca e non deve togliere nulla a un disco davvero molto interessante, piacevole e valido.

Discografia:
- Emmerdale (1994) e i singoli "Sick & Tired", "Rise & Shine", "Black Letter Day"
- Life (1995) e i singoli "Carnival", "Hey! Get Out Of My Way"
- First Band On The Moon (1996) e i singoli "Your New Cockoo", "Lovefool", "Been It"
- GranTurismo (1998) e i singoli "My Favourite Game", "Erase/Rewind", "Hanging Around"
- Long Gone Before Daylight (2003) e i singoli "For What It's Worth", "You're The Storm" e "Live And Learn"

P.S. Il tutto, può essere riassunto in --> _love Grin
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« Risposta #5 il: Sabato 01 Aprile 2006, 22:25 »

KATIE MELUA
Piece By Piece


Genere: Pop Sofisticato
Etichetta: Dramatico
Pubblicato il: 26-9-2005

Recensione di: Utopirla

Tracklist:
1. Shy Boy
2. Nine Million Bicycles
3. Piece By Piece
4. Halfway Up The Hindu Kush
5. Blues In The Night
6. Spider's Web
7. Blue Shoes
8. On The Road Again
9. Thank You, Stars
10. Just Like Heaven
11. I Cried For You
12. I Do Believe In Love


Ho preso oggi Piece by piece" perchè mi ero incuriosito sentendo il primo bellissimo singolo "Nine Million Bicycles" accompagnato da un altrettanto piacevole nonchè particolarissimo video.
Katie non si discosta molto dalle colleghe in stile Norah Jones e ascoltando il disco ci si accorge che non è che venga fuori chissà quale forte personalità musicale che invece caratterizza per esempio il cd di debutto di Rachel Yamagata.
Ma è un buon (secondo) cd con parecchie di canzoni degne di nota, a partire dalla prima canzone, "Shy Boy", seguita poi dal singolo "Nine Million Bicycles" dove la voce vellutata della Melua si mischia a musiche orientaleggianti.
La title track è caratterizzata da un'atmosfera più cupa che sta tra il jazz e il gospel.
Un buon pezzo è anche "Halfway Up the Hindu Kush",senza dimenticare la dolcezza della ballata romantica "I Cried for You". Inoltre troviamo una cover dei Cure "Just Like Heaven", in cui si respira tranquillità e leggerezza,discostandosi così dall'originale.
Voce bella e ben curata,musica jazz/blues raffinata e affascinante come la bellezza della cantante, ma con questo secondo cd di certo non si grida al miracolo.
Già con il cd d'esordio "Call of the Search" (2003) si era fatta notare, infatti il cd era diventato il disco più venduto in Inghilterra nel 2004 nella categoria di solista femminile. Con "Piece by Piece" Katie ci da'un'altra prova della sua bravura, sperando in una maggiore maturità per il suo prossimo album.

Discografia:
- Call Off The Search (2003) e i singoli "The Closest Thing To Crazy", "Call Off The Search" e "Crawling Up A Hill"
« Ultima modifica: Lunedì 26 Giugno 2006, 18:47 da uTopo » Loggato



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« Risposta #6 il: Sabato 09 Giugno 2007, 11:14 »

DOLORES O'RIORDAN
Are You Listening?


Genere: Pop/Rock
Etichetta: Emi
Pubblicato il: 07 -05 - 2007

Recensione di: Utopirla

Tracklist:
1. Ordinary Day
2. When We Were Young
3. In The Garden
4. Human Spirit
5. Loser
6. Stay With Me
7. Apple Of My Eye
8. Black Widow
9. October
10. Accept Things
11. Angel Fire
12. Ecstasy

Erano in molti ad attendere il ritorno di Dolores O’Riordan, ormai ex voce dei The Cranberries, uno dei tanti gruppi che ha segnato inesorabilmente gli anni 90 e che nel settembre del 2003 si è sciolto dopo quasi 15 anni di carriera passati insieme. I The Cranberries spopolavano tra le folle non solo grazie alla notevole e particolare voce della cantante, ma anche grazie alla formula musicale perfetta che univa un rock leggero ad un pop orecchiabile e si può dire che questa tipo di formula è presente in molte tracce di questo primo album da solista di Dolores, ma non tutto l’album contiene l’influenza del sound Cranberries.
La stessa Dolores in alcune interviste ha dichiarato che il disco è fortemente influenzato dal sound che caratterizzava i Cranberries, infatti il singolo di debutto “Ordinay Day” ne è prova palese essendo che già dal primo ascolto, ci rimanda alle candide atmosfere del gruppo irlandese. Accanto a lei ( e dietro all’album) c’è sempre il tanto amato marito Don Burton nonché suo manager e qualche musicista che già in passato aveva suonato coi Cranberries.
Ma non bisogna farsi ingannare perché il disco seppur abbia anche altre canzoni “ruffiane” (le dolci ballatone “Apple of my eye” ,“Ecstasy” e la prevedibilità rockettara di “Loser”), contiene alcune sperimentazioni degne di nota e alcune novità interessanti come ad esempio il produttore (Youth, molto vicino a U2, P.J. Harvey,The Verve) e il background metal dietro ad alcune canzoni dell’album, dettato dalla collaborazione con il chitarrista Steve DeMarchi e Marco Mendoza, con l’aiuto dell l'ex batterista dei Therapy? Graham Hopkins.
“Black Widow” è la canzone che cattura subito l’attenzione e che spicca maggiormente rispetto alle altre, definita dalla stessa O’Riordan come “la canzone più dark che io abbia mai scritto”: cupa e sofisticata, dopo un primo inizio in cui la sua voce si fonde magnificamente con il pianoforte e l’atmosfera orchestrale, la canzone si conclude con chitarroni e suoni cristallini. Anche in “October” e “Stay with me”, due canzoni leggermente cupe contrassegnate da chiatarre elettriche, troviamo una Dolores malinconica e riflessiva.
Altre canzoni innovative sono “Human Spirit”, caratterizzata da un’allegra e danzereccia musicalità di pianoforte,flauto e batteria sincopata, e “In the garden” dove pianoforte e violino si legano ai cori e alle chitarre elettriche.
“Angel Fire” si discosta un po’dalle precendenti e rientra nella categoria pop per eccellenza.
“Accept things” invece gioca sull’estensione vocale della cantante e un sound poco convenzionale, mentre “When we were young” ha come base gli yodel rock che tanto hanno reso famosa Dolores nel passato.
L’impressione che si ha alla fine è che l’ex voce dei Cranberries abbia voluto (continuare a) giocare sul sound che caratterizzava la sua precedente band e che, pur essendo presenti alcune sperimentazioni, non volesse osare più di tanto.
Nel complesso Are You Listening? risulta essere un disco molto piacevole ed indubbiamente un buon disco di debutto per una della più belle e particolari voci del music business.
« Ultima modifica: Giovedì 10 Gennaio 2008, 16:11 da GingerAna » Loggato

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« Risposta #7 il: Domenica 30 Dicembre 2007, 18:08 »

ANOUK
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Genere: Rock
Etichetta: Dino/EMI
Pubblicato il: 29-11-2007

Recensione di: Utopirla

Tracklist:
1. If I Go
2. Might as Well
3. Make It Rain
4. Modern World
5. I Don't Wanna Hurt
6. Good God
7. The Difference
8. Whatever You Say
9. Ball and Chain
10. Daze
11. If You Were Mine

Mi ritrovo tra le mani l’ultima fatica di Anouk da quasi un mese ormai e me ne sono completamente innamorato. Anouk si è fatta conoscere nel mondo con Nobody’s Wife, una hit che spopolò in tutto il globo quasi 10 anni fa e che ancora oggi è una delle canzoni pop-rock più passate dalle radio. Ma quella canzone è come se avesse imprigionata e assieme a lei tutta la sua musica, facendola volare immediatamente al successo ma limitandola allo stesso tempo tanto velocemente. E’ come se quella hit l’avesse condannata a rimanere nel limbo delle meteore quando in realtà nel suo paese d’origine (l’Olanda) e nel vicino Belgio è una delle cantanti più affermate (se non la più affermata), acclamata dai suoi fans, con alle spalle migliai di dischi venduti e premi della musica.
Non sono mai riuscito a capire il perché di questa “ghettizzazione” di Anouk: ha una voce che abbraccia qualsiasi tipo di tonalità, toccando sia le note più alte sia quelle più basse, diventando a piacere roca e graffiante e allo stesso tempo dolce e suadente; possiede un talento notevole come performer e autrice di testi e i suoi album sono un bel miscuglio di rock e pop con spruzzate da altri generi che nulla hanno da invidiare agli album di cantanti come Michelle Branch, Natalie Imbruglia, Kelly Clarkson, e via dicendo (anzi, alcune di loro avrebbero tanto da imparare da Anouk).
Lasciando da parte i dubbi insoluti, il nuovo disco (esattamente come i suoi predecessori), alterna brani rock a ballads strappalacrime ed è stato prodotto completamente da un guru della musica come Glen Ballard, nonché il produttore che portò all’apice del successo Alanis Morissette con “Jagged Little Pill”.
Il cd si apre con due canzoni rockeggianti dove Anouk si fa riconoscere facendo uscire la parte rimasta dentro di lei della Nobody’s Wife che era una volta (“If I Go”) e nelle quali sfodera abilmente le sue buonissime doti vocali (“Might As Well”).
“Make it rain”, scritta interamente da Glenn Ballard, è uno dei pezzi migliori dell’album per musicalità ed estensione vocale della grintosa olandesina, mentre “Good God”, il primo azzeccatissimo singolo estratto dall’album, è un pop frizzante che riprende le sonorità dagli anni’60. Ma le ballate ( “I don’t wanna hurt no more”, “Daze” e “ If You were mine”) sono un altro pezzo forte del disco e non passano inosservate grazie all’essenzialità acustica di chitarra e pianoforte, potenza e suadenza vocale della chantause.
“Ball and chain” è una classica canzone pop all’Anouk ma qualcosa di sperimentale lo si trova verso la fine del disco, dove in “Whatever You Say” Anouk canta interamente e magistralmente in falsetto e si circonda di un coro similgospel (i cori sono presenti anche in “The Difference”), tutto ciò contornato da una musicalità lievemente raggae e jappo-rock.
Complessivamente è un perfetto disco alla Anouk, con qualche spruzzata blues e soul qua e là ma nulla a che vedere con i commenti che giravano in internet qualche tempo fa nei quali si insinuava una tolale svolta soul alla Amy Winehouse della rocker dei Paesi Bassi.
« Ultima modifica: Giovedì 10 Gennaio 2008, 16:11 da GingerAna » Loggato



he don't show much these days, it's gets so fucking cold
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i'm dating ancient ghosts, the ones i made friends withlast.fmaNobiicredevo di soffocare la mia insofferenza
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